Manca il contesto, ma il terrorismo straccione non va sottovalutato

Prima dei botti di fine anno, altre esplosioni, assai meno augurali, hanno punteggiato il panorama rendendo livido il clima. A Gemonio ancora una volta un ordigno artigianale è esploso davanti alla sede della Lega, a pochi passi dall’abitazione di Umberto Bossi; a varie ambasciate sono stati recapitati pacchi bomba, che avrebbero potuto uccidere, e altri esplosivi sono stati situati agli ingressi.
6 AGO 20
Immagine di Manca il contesto, ma il terrorismo straccione non va sottovalutato
Le esperienze tragiche del terrorismo degli anni Ottanta portano a leggere gli episodi eversivi secondo quel paradigma, il che può indurre a qualche distorsione ottica. Non esistono le condizioni per il ripetersi di un fenomeno terroristico con diramazioni o almeno aree di comprensione di massa. Le analisi che collegano questi episodi di terrorismo straccione a tensioni sociali appaiono infondate. Manca quel terreno di coltura dell’eversione che fu, in passato, l’incontro tra il cosiddetto antifascismo militante con la diffusione di ideologie terzomondiste o leniniste, in un quadro di relazioni internazionali dominato dal fronteggiamento tra le grandi potenze.
D’altra parte la reazione prevalente alle difficoltà causate dalla crisi economica non accentua le contrapposizioni sociali, se non in aree isolate di movimentismo o di antagonismo, nelle cui manifestazioni talvolta si infiltrano gruppi eversivi, che tuttavia non hanno mai assunto una funzione egemone. Caso mai si verificano talora connessioni tra la violenza politica e i centri sociali o altre forme di aggregazione giovanile, comprese le fasce estreme delle tifoserie sportive. Il terrorismo straccione non ha gli obiettivi utopistici e altisonanti di quello che si proponeva di ribaltare lo stato puntando al suo cuore politico, il che non significa che debba essere sottovalutato il suo effetto nocivo. Questa specie di rumore di fondo che tiene alta la tensione e suscita allarme e preoccupazione per la sicurezza inquina il clima e fa prevalere una sensazione di apprensione e di precarietà. In fondo è questo il solo obiettivo che può raggiungere, anche se non è escluso che qualcuna delle sue imprese criminali porti conseguenze gravi, finora evitate per puro caso.
Purtroppo la stessa esilità delle reti e dei collegamenti di cui dispone questo specifico fenomeno rende anche assai ardua l’azione investigativa e l’identificazione dei responsabili. E’ altrettanto difficile organizzare una risposta politica, come quella che fu messa in campo negli anni di piombo, quando la mobilitazione popolare serviva a isolare un terrorismo che puntava ad acquisire un sostegno di massa, che è invece al di fuori della portata e probabilmente persino delle speranze di questi criminali politici legati a concezioni individualistiche o a minuscole forme di aggregazione difficilmente individuabili e impermeabili a influenze esterne. Come piccoli clan.
Il terrorismo a bassa intensità è pericoloso anche perché tende a cronicizzarsi, a diventare un elemento permanente del clima sociale, fino a dare una sorta di effetto di assuefazione. Se non si trova il bandolo per smantellare le reti, si può arrivare a una situazione nella quale le notizie degli attentati, assieme a quelle delle doverose ma rituali “unanimi condanne”, non susciteranno alcun interesse, per non dire qualche emozione reattiva. Bisogna rendersi conto dell’avvelenamento che una presenza cronica incendiaria può provocare, rendendo poco serena la convivenza civile e deprimendo la fiducia dei cittadini nell’efficienza dello stato democratico.
La priorità innegabile della lotta contro il terrorismo internazionale e la criminalità organizzata forse ha fatto mettere in secondo piano l’esigenza di contrastare questi fenomeni eversivi “minori”, ma la loro persistenza rende evidente che alle analisi già svolte con accuratezza da anni bisogna far seguire un’azione più continua e penetrante. Probabilmente bisognerà approntare strumenti specifici, trovare qualche strada di penetrazione e di intelligence più efficace, in modo da poter essere sicuri che se si sente un botto vuol dire che c’è in giro voglia di divertirsi e di festeggiare, non di rovinare le feste a tutti.